Sangue, oro e carbone: la storia del RC Lens

RC Lens, Coupe de France

La storia del RC Lens è inseparabile dalle miniere di carbone della Francia settentrionale, dai lavoratori che costruirono la propria vita intorno all’industria mineraria e da una comunità che, nei momenti più difficili, aiutò più volte la propria squadra a rinascere. In vista della sfida di Champions League tra Como e Lens, The Como Football Journal ripercorre la trasformazione del Racing Club de Lens: da squadra fondata da alcuni studenti a una delle istituzioni più riconoscibili del calcio francese. Il Lens non possiede il palmarès del Paris Saint-Germain, dell’Olympique Marsiglia, del Lione o del Saint-Étienne. Pochi club francesi, tuttavia, rappresentano la propria città e il proprio territorio con la stessa intensità. La maglia rossa e oro racconta una regione segnata dalle guerre, dallo sviluppo industriale, dalle migrazioni, dalla crisi delle miniere e dalla continua necessità di ricostruirsi.

Storia del RC Lens: la nascita del Racing Club Lensois

Il calcio cominciò a diffondersi nella Francia settentrionale alla fine del XIX secolo. A Lens, studenti universitari e liceali trascorrevano regolarmente i fine settimana giocando nelle strade e nei cortili della città. Nel 1906 Jules Van de Weigh e Carlos Douterlungne fondarono il Racing Club Lensois per offrire ai giovani di Lens una vera squadra di calcio. Van de Weigh ne diventò il primo presidente, mentre il caffè appartenente a Henri Douterlungne, fratello di Carlos, fu utilizzato come prima sede sociale. Émile Basly, sindaco di Lens, autorizzò gli studenti a tracciare un campo sulla Place Verte, oggi chiamata Place de la République. Sebbene il progetto fosse nato nel 1906, il primo statuto del club fu registrato ufficialmente il 18 ottobre 1907. Il Racing entrò successivamente nel comitato calcistico dell’Artois e partecipò al primo campionato nel 1910. L’ambiente circostante influenzò immediatamente l’identità della squadra. Il Lens adottò inizialmente il verde, in riferimento alla Place Verte, e il nero, simbolo delle miniere di carbone che costituivano il centro dell’economia locale. La prima squadra utilizzò un terreno messo a disposizione dalla Compagnie des Mines de Lens, prima di trasferirsi nel 1913 al Parc de la Glissoire, nella vicina Avion.

Guerra, ricostruzione e migrazioni

La Prima guerra mondiale interruppe bruscamente lo sviluppo del club. Lens e il territorio circostante subirono distruzioni molto gravi, lasciando alla popolazione il difficile compito di ricostruire la città. Il Racing riprese l’attività nel 1919 grazie al sostegno del signor Laroche, direttore della sezione locale del Comitato americano per le regioni devastate. Laroche mise a disposizione un nuovo terreno, chiamato pâture Tacquet, situato vicino all’attuale Stade Léo Lagrange. In cambio, il Racing entrò nell’Union Sportive du Foyer Franco-Américain e adottò una maglia azzurra, pantaloncini bianchi e calzettoni rossi. Nel 1921 il commerciante locale Fleury Pierron diventò presidente. Fino a quel momento, la rosa era stata composta soprattutto da giovani dell’Artois, ma la sua composizione cambiò con l’arrivo di calciatori italiani e polacchi trasferitisi nella Francia settentrionale per lavorare nelle miniere. Il calcio non era più soltanto il passatempo di alcuni studenti locali. Stava diventando un punto d’incontro per una comunità in trasformazione, capace di riunire i giovani dell’Artois e i lavoratori arrivati da altre parti d’Europa.

I colori del RC Lens: la nascita dei Sang et Or

Uno dei momenti decisivi nella storia del RC Lens arrivò nel 1923, quando René Moglia diventò presidente e introdusse il rosso e il giallo che ancora oggi identificano la squadra. Secondo la storia ufficiale del RC Lens, Moglia prese ispirazione dalla bandiera spagnola, poiché la regione dell’Artois era stata sotto il dominio della Spagna tra il XVI e il XVII secolo. La scelta viene tradizionalmente associata alle rovine della chiesa di Saint-Léger, considerate una delle ultime testimonianze di quel periodo. Il Lens diventò così la squadra dei Sang et Or, il Sangue e Oro. Con il passare del tempo, i tifosi collegarono simbolicamente i colori anche al mondo minerario. Il rosso venne associato al sangue, alle sofferenze e ai sacrifici dei minatori, mentre l’oro richiamava il valore del carbone estratto nel sottosuolo. Questa interpretazione entrò profondamente nell’identità operaia del club, anche se la ricostruzione ufficiale indica nel passato spagnolo dell’Artois l’origine dei colori. La crescita della società continuò durante gli anni Venti. Il Lens vinse il campionato del District d’Artois nel 1925-26 e ottenne la promozione nella Division d’Honneur della Ligue du Nord nel 1929. I risultati generarono un entusiasmo crescente in tutta la regione. Nel 1926 i sostenitori fondarono il Supporters Club Lensois, la prima associazione organizzata di tifosi nella storia della società.

Il Bollaert: uno stadio del RC Lens costruito dai minatori

Con la crescita dell’interesse intorno al Racing, il club aveva bisogno di una sede permanente capace di accogliere un numero sempre maggiore di sostenitori. Sotto la guida di Félix Bollaert, presidente del consiglio d’amministrazione, la Société des Mines cominciò a sostenere la squadra di calcio, considerata uno strumento di unità e di svago per la popolazione. Il 6 novembre 1929 la compagnia acquistò il terreno sul quale sarebbe stato costruito il futuro stadio. La crisi finanziaria del 1930 aveva lasciato temporaneamente senza lavoro molti minatori della zona. La costruzione dell’impianto venne affidata a 180 lavoratori della Fossa 5, creando un legame diretto e materiale tra lo stadio e la comunità mineraria. Il nuovo campo fu inaugurato il 18 giugno 1933 e ricevette il nome di Félix Bollaert dopo la sua morte, avvenuta nel 1936. Questa origine attribuisce allo stadio un significato che pochi impianti moderni possono vantare. Il Bollaert non fu semplicemente finanziato dall’industria carbonifera o costruito per i minatori. Fu materialmente realizzato da loro.

Il calcio professionistico e i primi trofei del RC Lens

Il RC Lens entrò nel calcio professionistico durante gli anni Trenta. L’8 marzo 1936 Raymond François ed Edmond Novicki diventarono i primi giocatori del club a rappresentare la nazionale francese. Nella stagione successiva, sotto la guida dell’allenatore scozzese John Galbraith, il Lens vinse la Division 2 e raggiunse per la prima volta la massima serie. La Seconda guerra mondiale interruppe nuovamente il regolare svolgimento delle competizioni, anche se il Lens diventò una delle squadre più forti nei campionati regionali disputati durante il conflitto. Dopo il ritorno alla struttura nazionale, il Racing retrocesse nel 1947, anche a causa della riduzione del sostegno economico dell’industria carbonifera, nel frattempo nazionalizzata. Nonostante la retrocessione, il Lens raggiunse la prima grande finale della propria storia. Il 10 maggio 1948 affrontò i rivali regionali del Lille nella finale di Coppa di Francia, davanti a 61.473 spettatori. Stefan Dembicki segnò due gol, ma il Lille vinse per 3-2. Il Lens tornò nella massima serie nel 1949 e diventò una delle squadre più competitive di Francia, concludendo al secondo posto sia nel 1955-56 sia nel 1956-57. Il Racing conquistò inoltre per due volte consecutive la Coupe Charles Drago. Ahmed Oudjani diventò successivamente il primo giocatore del Lens a concludere il campionato francese come capocannoniere. L’attaccante realizzò 30 reti nella stagione 1963-64, contribuendo al terzo posto del Racing.

Quando la crisi del carbone minacciò il RC Lens

La forza sportiva della squadra non riuscì a proteggerla dalla crisi industriale che stava colpendo il territorio. Il declino dell’attività mineraria indebolì le finanze della società e costrinse molti calciatori, che lavoravano anche per la compagnia mineraria, a lasciare l’Artois. Il Lens retrocesse nel 1969 e perse lo status professionistico nel 1970, dopo il definitivo ritiro della Compagnie des Mines. Una squadra che era arrivata per due volte seconda in Francia e aveva disputato una finale nazionale si ritrovò improvvisamente a lottare per la propria sopravvivenza. Il rapporto con l’industria carbonifera aveva permesso al RC Lens di crescere. Il suo declino rischiava adesso di provocare la scomparsa del club.

La straordinaria rinascita del RC Lens

Dopo il ritorno al calcio dilettantistico, la società rinacque con il nome di Racing Club de Lens. La ricostruzione fu guidata dal direttore sportivo Henri Trannin, dall’ex portiere e allenatore Arnold Sowinski e dal sindaco André Delelis. Un momento decisivo arrivò quando il Comune acquistò lo Stade Félix Bollaert dalla compagnia mineraria al prezzo simbolico di un franco. Lo stadio costruito dai minatori era stato salvato dalla città. Il Lens ottenne la promozione in Division 2 nel 1971, raggiunse le semifinali di Coppa di Francia e tornò nella massima serie al termine della stagione 1972-73. Due anni più tardi, il Racing raggiunse la finale di Coppa di Francia contro il Saint-Étienne. Il Lens perse per 2-0, ma gli avversari erano già qualificati per la Coppa dei Campioni. I Sang et Or ottennero così un posto nella Coppa delle Coppe. Soltanto cinque anni dopo aver perso lo status professionistico, il Lens era tornato nella massima serie e si era qualificato per la prima volta a una competizione europea.

Il RC Lens in Europa: Lazio e Anderlecht

Il RC Lens disputò la prima partita europea il 17 settembre 1975, pareggiando 1-1 sul campo dell’Home Farm di Dublino, prima di vincere il ritorno al Bollaert per 6-0. Una notte europea ancora più importante arrivò dopo il secondo posto ottenuto nel campionato francese 1976-77. Il Lens perse 2-0 in casa della Lazio in Coppa UEFA, ma realizzò una rimonta straordinaria al Bollaert, vincendo 6-0 dopo i tempi supplementari. Didier Six segnò una tripletta. Guarda la storica rimonta del Lens contro la Lazio Il Lens tornò in Coppa UEFA nella stagione 1983-84 e affrontò l’Anderlecht al Bollaert. Durante la partita, un sasso lanciato dagli spalti avrebbe deviato il pallone nella porta della formazione belga, creando uno degli episodi più insoliti nella storia del RC Lens. Guarda l’incredibile episodio contro l’Anderlecht

Gervais Martel trasforma il RC Lens

Gervais Martel assunse la guida della società nell’agosto del 1988, dando inizio a una delle presidenze più importanti nella storia del Lens. Il Racing retrocesse al termine della sua prima stagione, ma tornò nella massima serie due anni più tardi. La squadra ricostruita univa calciatori del territorio come Éric Sikora, Pierre Laigle e Jean-Guy Wallemme a giocatori più esperti come Bernard Lama, Robbie Slater e Roger Boli. Il Lens tornò nelle competizioni europee a metà degli anni Novanta e ottenne la più larga vittoria continentale della propria storia contro i lussemburghesi dell’Avenir Beggen, imponendosi con il risultato complessivo di 13-0. Dopo aver evitato per poco la retrocessione nel 1996-97, Martel introdusse un ambizioso piano quinquennale fondato su tre obiettivi: proporre un calcio più spettacolare, costruire un nuovo centro di allenamento e conquistare un trofeo. Roger Lemerre lasciò il club per entrare nello staff della nazionale francese e fu sostituito da Daniel Leclercq, soprannominato Le Druide.

Storia del RC Lens: l’indimenticabile titolo del 1998

Il Lens rimase imbattuto nelle prime dieci partite casalinghe della stagione 1997-98 e ottenne tredici vittorie durante il girone di ritorno. Il Racing affrontò l’Auxerre in trasferta il 9 maggio 1998, sapendo che un punto sarebbe stato sufficiente per vincere il campionato. Dopo essere passato in svantaggio, il Lens trovò il pareggio con Yoann Lachor. Il risultato di 1-1 permise alla squadra di concludere a pari punti con il Metz e di diventare campione di Francia grazie alla migliore differenza reti. Più di 30.000 tifosi si riunirono al Bollaert, aspettando i giocatori fino alle prime ore del mattino. Il giorno seguente, i festeggiamenti continuarono con una sfilata lungo Boulevard Basly. Una società che meno di trent’anni prima aveva perso lo status professionistico era diventata campione di Francia.

RC Lens Campione di Francia

🏆 Campione di Francia: 1997-98

Il Lens raggiunse anche la finale di Coppa di Francia, ma perse 2-1 contro il Paris Saint-Germain, mancando l’opportunità di completare una storica doppietta.

Wembley, la Champions League e un altro trofeo

Da campione di Francia, il Lens partecipò per la prima volta alla Champions League nel 1998-99. La prima vittoria arrivò al Bollaert contro il Panathinaikos, grazie a una rete di Wagneau Eloi. Guarda la prima vittoria del Lens in Champions League Un risultato ancora più significativo arrivò contro l’Arsenal, che disputava le proprie partite europee interne a Wembley. Michaël Debève segnò il gol della vittoria per 1-0 e il Lens diventò, secondo la storia ufficiale del club, la prima squadra francese a battere una formazione inglese a Wembley. Il Racing concluse il girone al secondo posto, ma non si qualificò a causa del formato utilizzato allora dalla competizione. La stagione terminò comunque con un altro grande trofeo. Daniel Moreira segnò l’unica rete nella finale contro il Metz allo Stade de France.

RC Lens, vincitore della Coupe de la Ligue

🏆 Vincitore della Coupe de la Ligue: 1998-99

Il migliore percorso europeo e un altro titolo sfumato

Il Lens raggiunse le semifinali di Coppa UEFA nel 1999-2000, dopo aver eliminato Maccabi Tel Aviv, Vitesse Arnhem, Kaiserslautern, Atlético Madrid e Celta Vigo. L’Arsenal interruppe il cammino in semifinale, ma quel risultato rimane il migliore mai raggiunto dal Lens in una delle principali competizioni UEFA. Due anni più tardi, il Racing arrivò vicino alla conquista di un altro campionato francese. Sotto la guida di Joël Muller, il Lens rimase al primo posto per 28 giornate e affrontò il Lione nell’ultima partita con un punto di vantaggio. Un pareggio sarebbe stato sufficiente, ma il Lione vinse 3-1 e conquistò il primo titolo della propria storia. Il Lens terminò al secondo posto e si qualificò nuovamente per la Champions League.

Le storiche vittorie contro Milan e Deportivo

La Champions League 2002-03 regalò al Lens due delle più importanti vittorie europee della sua storia moderna. Il Racing superò il Milan per 2-1 al Bollaert, rimontando il gol iniziale di Andrij Ševčenko grazie alle reti di Daniel Moreira e John Utaka. La squadra italiana avrebbe poi vinto quella stessa edizione della competizione. Guarda la vittoria del Lens contro il Milan Il Lens rimontò e sconfisse anche il Deportivo La Coruña per 3-1, grazie ai gol di Adama Coulibaly, Moreira e Olivier Thomert. Guarda la rimonta del Lens contro il Deportivo La Coruña Il Racing non riuscì a superare il turno, ma quelle vittorie confermarono la capacità della squadra di affrontare alcuni dei maggiori club europei, soprattutto al Bollaert.

La Gaillette, Les Corons e l’instabilità sportiva

Nel 2002 fu inaugurata la Gaillette, un moderno centro dedicato agli allenamenti della prima squadra, allo sviluppo del settore giovanile e alla programmazione sportiva a lungo termine. Il Lens rimase competitivo nei primi anni del nuovo secolo e nel 2005 superò il CFR Cluj, conquistando la Coppa Intertoto UEFA.

🏆 Coppa Intertoto UEFA: 2005 Guarda la vittoria del Lens nella Coppa Intertoto Nello stesso anno nacque una tradizione destinata a diventare inseparabile dalle partite del Bollaert: il canto di Les Corons di Pierre Bachelet. Pubblicata nel 1982, la canzone racconta le comunità minerarie della Francia settentrionale ed è diventata un omaggio collettivo ai lavoratori e alle famiglie che hanno costruito la regione. La stabilità sportiva, tuttavia, non durò. Il Lens retrocesse nel 2008, tornò immediatamente nella massima serie vincendo il campionato cadetto e scese nuovamente in Ligue 2 nel 2011. Seguirono restrizioni economiche e diversi tentativi falliti di tornare stabilmente nella massima divisione. La Gaillette continuò comunque a produrre giocatori importanti, tra i quali Raphaël Varane, Benjamin Bourigeaud, Wylan Cyprien e Jean-Philippe Gbamin.

La rinascita moderna del RC Lens

L’arrivo di Joseph Oughourlian nel 2017 aprì un nuovo capitolo della ricostruzione. Il Racing tornò finalmente in Ligue 1 nel 2020, dopo cinque anni trascorsi nella seconda divisione. Franck Haise rimase in panchina dopo la promozione e trasformò l’identità sportiva della squadra, unendo intensità, coraggio e un calcio offensivo. Due settimi posti consecutivi consolidarono la posizione del Lens nella massima serie, prima del definitivo salto di qualità della stagione 2022-23. Guidato dal capitano Seko Fofana, dal portiere Brice Samba e dall’attaccante Loïs Openda, autore di 21 reti, il Racing raccolse 84 punti, il miglior risultato nella storia del RC Lens in massima serie. La squadra vinse 17 delle 19 partite casalinghe e terminò al secondo posto, a un solo punto dal Paris Saint-Germain. Il risultato riportò il Lens in Champions League dopo 21 anni.

L’Arsenal sconfitto nuovamente al Bollaert

Il Lens cominciò la Champions League 2023-24 con un pareggio sul campo del Siviglia, prima di regalare al Bollaert-Delelis un’altra notte europea indimenticabile. L’Arsenal passò in vantaggio con Gabriel Jesus, ma il Racing ribaltò la partita attraverso le reti di Adrien Thomasson ed Elye Wahi, vincendo per 2-1. Guarda la vittoria del Lens contro l’Arsenal Il successo collegò due generazioni differenti nella storia del club. Il Lens aveva sconfitto l’Arsenal a Wembley nel 1998 e superò nuovamente la squadra inglese venticinque anni più tardi, questa volta davanti ai propri tifosi.

La squadra femminile raggiunge la massima serie

Il RC Lens istituì ufficialmente la propria sezione femminile nel 2020, nominando l’ex nazionale francese Sarah M’Barek come prima allenatrice. Il progetto raggiunse il primo grande obiettivo durante la stagione 2024-25. Il Lens rimase imbattuto per quattordici partite di campionato, vinse entrambi i derby contro il Lille e attirò 10.237 spettatori al Bollaert-Delelis per la partita contro il Metz, stabilendo il record di presenze della Seconde Ligue. La drammatica vittoria per 3-2 sul campo del Tolosa, ottenuta l’11 maggio 2025, consegnò alla squadra la prima promozione nell’Arkema Première Ligue. Il successo aprì un nuovo capitolo nel significato dell’appartenenza ai Sang et Or.

Nuovi trofei nella storia del RC Lens

La stagione 2025-26 aggiunse un altro capitolo importante alla storia della società. Sotto la guida di Pierre Sage, il Lens lottò nelle prime posizioni della Ligue 1 e concluse al secondo posto, conquistando un’altra qualificazione alla Champions League. Il risultato più importante arrivò in Coppa di Francia. Dopo aver eliminato, tra le altre, Lione e Tolosa, il Racing sconfisse il Nizza per 3-1 allo Stade de France. Fu la prima Coppa di Francia nella storia del club e pose fine a una lunga serie di finali perdute, iniziata nel 1948.

🏆 Vincitore della Coppa di Francia: 2025-26 Guarda il Lens conquistare la prima Coppa di Francia Il Lens sconfisse poi il Paris Saint-Germain al Bollaert-Delelis, nonostante avesse disputato circa cinquanta minuti in inferiorità numerica.

RC Lens,  Vincitore del Trophée des Champions 2026

🏆 Vincitore del Trophée des Champions: 2026 Guarda la vittoria del Lens contro il PSG nel Trophée des Champions Lo stadio costruito dai minatori, salvato dal Comune e sostenuto da generazioni di tifosi aveva ospitato un altro grande trionfo del Lens.

Bollaert-Delelis: il cuore della storia del RC Lens

Lo Stade Bollaert-Delelis rimane il centro fisico ed emotivo della società. Le sue quattro tribune molto inclinate circondano il terreno di gioco con una struttura che ricorda gli stadi tradizionali inglesi, contribuendo a creare un’atmosfera particolarmente intensa. L’impianto ha ospitato partite degli Europei del 1984, del Mondiale del 1998 e degli Europei del 2016. La sua capienza supera la popolazione della stessa Lens, dimostrando la capacità del club di rappresentare un territorio che si estende ben oltre i confini della città. Dopo la morte di André Delelis nel 2012, il suo nome fu aggiunto a quello di Félix Bollaert. La denominazione completa rende omaggio a due uomini che svolsero ruoli decisivi in epoche differenti: Bollaert nella costruzione dello stadio e Delelis nella sopravvivenza del club dopo la crisi del 1970. Il canto di Les Corons trasforma lo stadio in uno spazio collettivo di memoria, collegando i tifosi contemporanei alle generazioni di famiglie segnate dall’industria del carbone.

Molto più di una squadra di calcio

Il RC Lens nacque da alcuni studenti che giocavano su una piazza pubblica. Accolse nelle proprie prime squadre lavoratori italiani e polacchi, adottò colori ispirati al passato spagnolo dell’Artois e costruì il proprio stadio attraverso il lavoro di minatori rimasti disoccupati. Quando l’industria carbonifera si ritirò, il Lens perse lo status professionistico. Il Comune e alcune figure profondamente legate al territorio lo ricostruirono. Il Racing diventò poi campione di Francia, sconfisse l’Arsenal a Wembley, raggiunse una semifinale di Coppa UEFA e sviluppò un moderno settore giovanile alla Gaillette. Seguirono nuove retrocessioni e difficoltà economiche, ma il club riuscì ogni volta a rinascere. Poche squadre hanno attraversato così tante vite differenti conservando un’identità tanto riconoscibile. La lampada del minatore presente nello stemma, i colori rosso e oro, la costruzione del Bollaert e il canto di Les Corons mantengono viva la memoria delle comunità minerarie della Francia settentrionale. Ogni rinascita ha rafforzato l’idea che il RC Lens appartenga a qualcosa di più grande dei suoi proprietari, dirigenti o calciatori. Appartiene alla comunità che lo ha costruito, salvato e sostenuto attraverso le generazioni. È questa la società che il Como incontrerà in Champions League. Non affronterà semplicemente un’altra squadra francese, ma un club il cui stadio, la cui tifoseria e la cui storia rimangono inseparabili dall’identità di un’intera regione.

Risposte

  1. […] legame tra attività mineraria, comunità operaia e calcio emerge anche nella storia del RC Lens, un club cresciuto insieme alla città e diventato nel tempo uno dei principali simboli del […]

  2. […] Alla realizzazione dell’impianto hanno lavorato anche alcuni minatori. Il legame con il carbone appartiene quindi alle origini dello stadio, così come caratterizza la storia del RC Lens. […]

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