Inter-Como, due anni dopo è un altro Como

Inter-Como due anni dopo

Inter-Como non è più la stessa partita di quasi due anni fa. A 685 giorni dalla sfida del 23 dicembre 2024, il Como si presenta a San Siro con una squadra profondamente diversa e ambizioni completamente nuove.

Quando il Como scese in campo a San Siro il 23 dicembre 2024 per affrontare l’Inter, i lariani erano tornati in Serie A da pochi mesi. Ad attenderli c’era una delle squadre più forti d’Europa, una formazione che avrebbe poi chiuso la stagione raggiungendo la finale di Champions League.

Domenica, 685 giorni dopo quel primo Inter-Como della nuova era biancoblù, l’Inter è ancora una delle grandi potenze del calcio italiano, ma il Como è diventato una squadra molto più matura e ambiziosa.

Inter-Como due anni dopo: il confronto delle formazioni

23 dicembre 20248 novembre 2026 (probabile formazione titolare)
ReinaButez
Van der BremptCouto
GoldanigaRamon
DossenaKempf
KempfValle
FaderaMilla
StrefezzaPerrone
Sergi RobertoDa Cunha
Da CunhaNico Paz
Nico PazBaturina
BelottiDouvikas

Della formazione titolare del Como sono rimasti soltanto Marc Kempf, Lucas Da Cunha e Nico Paz. Otto undicesimi sono cambiati e la trasformazione ha interessato tutti i reparti.

In porta si è passati dall’esperienza di Pepe Reina alle abilità (anche con i piedi) di Jean Butez. A centrocampo sono arrivati giocatori nuovi rinforzi come Perrone e Milla, mentre davanti Baturina e Douvikas rappresentano una soluzione offensiva diversa rispetto a quella del Como che si affidava a Belotti (o Cutrone) come unico riferimento avanzato.

Nico Paz racconta meglio di chiunque altro la crescita del Como

Se c’è un’immagine che fotografa questi 685 giorni, è quella di Nico Paz. Nel dicembre 2024 l’argentino indossava ancora la maglia numero 79. Il numero 10 apparteneva ancora a Patrick Cutrone, entrato nel secondo tempo al posto di Strefezza.

Eppure, già quella sera Nico Paz mise in mostra personalità e coraggio. Il talento argentino cercò la porta anche dalla distanza e, in un’altra occasione, impegnò seriamente Yann Sommer, autore di un intervento decisivo sulla migliore chance biancoblù.

Oggi il ruolo dell’argentino è completamente diverso. È il numero 10 della squadra, il giocatore attorno al quale ruota gran parte della manovra offensiva e uno dei simboli della crescita del progetto biancoblù. In un certo senso, osservare l’evoluzione di Nico Paz significa osservare l’evoluzione del Como.

Anche il modo di giocare è cambiato

Non sono cambiati soltanto i nomi. Il Como che si presentò a San Siro nel 2024 era una squadra costruita principalmente per difendersi. Fàbregas schierò un 5-4-1 molto compatto.

La partita rimase bloccata per tutto il primo tempo. L’Inter trovò il vantaggio soltanto al 48′ grazie al colpo di testa di Carlos Augusto su calcio d’angolo battuto da Çalhanoğlu. Il Como reagì, sfiorò il pareggio con Nico Paz e rimase dentro la gara fino al recupero, quando Thuram chiuse i conti con una conclusione potentissima dal limite dell’area.

Quel 2-0 fu più severo di quanto raccontasse il campo, ma mostrò chiaramente la differenza tra un Como che stava imparando a sopravvivere in Serie A e un’Inter ormai abituata a vincere questo tipo di partite.

Oggi il Como affronta le grandi in maniera diversa. Cerca il possesso, costruisce dal basso, prova a controllare il ritmo della partita e ha più qualità negli ultimi trenta metri. Non sempre ci riesce, ma l’approccio è radicalmente cambiato.

L’Inter ha scelto la continuità

Se il Como è cambiato quasi completamente, l’Inter ha mantenuto una base molto più solida.

Inter 2024Inter 2026 (probabile)
SommerJosep Martinez
BisseckBisseck
BastoniAkanji
Carlos AugustoBastoni
DumfriesSpence
BarellaBarella
ÇalhanoğluÇalhanoğlu
MkhitaryanSucic
DimarcoDimarco
Lautaro MartinezPio Esposito
ThuramThuram

Sei giocatori su undici erano già protagonisti nella sfida del dicembre 2024: Bisseck, Bastoni, Barella, Çalhanoğlu, Dimarco e Thuram.

È una continuità che aiuta a spiegare come l’Inter abbia mantenuto nel tempo una forte identità di gioco. I giocatori sono in gran parte gli stessi e lo sono soprattutto nei reparti chiave.

Più che 685 giorni, una trasformazione

La vera storia di questa vigilia non riguarda tanto il risultato di quel primo Inter-Como, quanto tutto ciò che è successo dopo.

L’Inter ha continuato il proprio percorso mantenendo gran parte dell’ossatura costruita negli anni precedenti. Il Como, invece, ha cambiato quasi tutto: uomini, gerarchie, ambizioni e persino modo di interpretare le partite.

Per questo la sfida di domenica rappresenta una sorta di fotografia del cammino compiuto dai lariani. Nel dicembre 2024 arrivarono a San Siro per cercare di resistere. Oggi ci tornano con una squadra molto più forte, molto più tecnica e molto più consapevole dei propri mezzi.

E forse è proprio questa, più di qualsiasi risultato, la differenza più grande rispetto a 685 giorni fa.

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